25/01/2012

BIMBI PRODIGIO…. ALL’ITALIANA

 martone.JPG...Ci risiamo coi "bamboccioni"; è un lei-motiv che imperversa soprattutto coi governi che sorridono a questa pseudosinistra travolta dalla noia e dalla mancanza di mordente. Queste sferzate di buonumore atte a dichiarare che se alla fine uno abbandona e, preso dalla depressione, si trascina in una vuota esistenza senza cercare per davvero una svolta alla propria carriera, ucciso dentro da centinaia di appelli in Università dove domina la clientela e il nepotismo, aule di lezione con lezioni inesistenti,  Docenti che ci sono un appello si e uno no, liste d’attesa lunghe mesi , pseudoesami  di accesso al numero chiuso di cui già si conosce il vincitore (e..noi non ci saremo), finti concorsi che premiano il figlio del capotribù e i suoi pari, tenui varchi che balenano grazie agli interessamenti del parroco che ti ha visto ragazzino e dagli improbabili effetti, tanti sacrifici che valgono poi, se ti va bene, un Praticantato di nove mesi da qualche parte e poi il limbo, bè se alla fine uno abbandona è solo colpa sua. 

Forse il Nostro avrebbe dovuto mostrare più coraggio: è facile fare discorsi da imbonitore di scuola quadri. Più interessante sarebbe stato vedere la strada che avrebbe percorso se  fosse uscito dallo spermatozoo di un cassintegrato calabrese !

Certo è che se il nostro non si automotiva col fatto che lui sta lì  per  una sua "presunta" genialità, non gli rimarrebbe altro da pensare di essere arrivato lì per grazia ricevuta dal padre e non già per proprie qualità, quindi in ultima analisi non sapere mai quanto veramente valga. E' questa la condanna per  questi tronfi papaveri che si riempiono di arroganza all'inverosimile per tacitare quella vocina sottile che in cuor loro dice che in fondo in fondo non valgono niente  e che tutto quel che hanno lo devono ad altri, il padre in primis !

29/06/2010

COSIMO

cocaina.jpgLa penalizzazione dell’uso di sostanze psicotrope è il punto di arrivo di un percorso dialettico, politico, etico, morale e religioso che ha visto la società italiana coinvolta, al pari degli paesi europei, dalla fine degli anni ’60 ai giorni nostri. Non che l’uso delle droghe fosse iniziato in quegli anni. I morfinomani e i cocainomani all’indomani delle conquiste coloniali o della prima guerra mondiale imperversavano nella società della Belle Epoque. Il consumo di droga negli ambienti Bohemienne ancora oggi viene considerato una caratteristica distintiva per la produzione artistica di quell’epoca. Tuttavia, il consumo di massa, lo ha fatto divenire un fenomeno di rilevanza sociale, con importanti ricadute nella gestione dell‘ordine pubblico e implicazioni di ordine morale.

I tentativi di risposta al problema da parte degli Stati nazionali, si sono differenziati in funzione delle differenti culture, la società olandese si è mostrata fin dal principio molto più liberale ed aperta di altre nel panorama europea; mentre la doppia morale cattolica, ha optato in Italia per una strada ambigua dove alla proibizione formale si sostituiva volentieri una comprensiva accettazione di comodo. Pressappoco come la verginità quale prerequisito per poter sposarsi in bianco al cospetto di Dio.

L’approdo odierno all’attuale società globalizzata, ha visto una progressiva trasformazione di atteggiamento sul problema da parte dei Poteri politici di tutte le società occidentali. Sulla scia dell’atteggiamento statunitense, poco per volta, gli altri paesi si sono adeguati con una legislazione fortemente repressiva e punitiva nei confronti dei consumatori. La caccia a chi attinge alle droghe sotto ogni punto di vista è l’atteggiamento attuale. Accanto a questo atteggiamento sempre più repressivo da parte dei sistemi di potere che presiedono agli asfittici  surrogati di stato nazionale ricompresi nell’ambito del Supersistema Globalizzato Mondiale, troviamo: l’abuso di alcool durante la guida, la guida in eccesso di velocità, la riregolamentazione e la precarizzazione del lavoro, la distruzione della sanità e della scuola pubblica, il monomorfismo e la conformizzazione dell’”informazione” ufficiale.

Per contro, osserviamo, la facilitazione del gioco d’azzardo, della diffusione delle sostanze psicotrope autorizzate e dei farmaci e vaccini più in generale, di cui se ne incoraggia l’utilizzo anche nei confronti di minori, l’incoraggiamento alla diffusione di lotterie e giochi a premi telefonici, l’occhio benevolo e distratto di fronte alle continue truffe poste in essere ai danni del consumatore.

Se questi aspetti possono apparire come situazioni distinte, si può obiettare che la proibizione in una società è un atteggiamento discutibile ma etico, che, per essere coerente, dovrebbe coinvolgere qualunque aspetto di una società che opti per questa strada. Inoltre la cronaca, forse per riempire i vuoti che è costretta a lasciare, spesso ci parla del consumo di droga da parte di coloro che hanno prodotto una simile legiferazione. Questo aspetto dimostra in maniera inoppugnabile la sostanza del problema. L’ammettere che la droga è diffusa anche fra deputati, primi ministri, presidenti di aule parlamentari e di Corti d'Appello, appalesa il fatto che, in primis il falimento dell'atteggiamento etico e culturale del Sistema di fronte al problema è all'evidenza dei fatti, e secondariamente, con la (di solito blanda e comrpensiva)  risposta che ne segue, la volontà di differenziazione fra la massa governata e gli eletti governanti (o i loro pari); come un’auto ministeriale sorprese a viaggiare a 200 all’ora sulle autostrade d’Italia.

Il sistema globale, al pari di ogni altro impero e sistema di Potere è intrinsecamente ingiusto e ineguale; gli eletti possono drogarsi, raccontarci la loro esperienza e dire che “la droga fa male”. Talvolta, qualcuno viene pure colto in flagrante, giusto per far vedere che la giustizia è implacabile. Ma questi episodi ci lasciano il dubbio che si sia sfiorata la punta dell’iceberg. Il messaggio che passa è pur sempre che c’è chi può e chi non può e, come diceva il marchese del grillo,: “Perché io so io ! E voi….nun siete un cazzo !!”

10/06/2010

NON E' UN PAESE PER GIOVANI...

dal blog di Grillo:

In Italia esistono due classi: quella dei vecchi e quella dei giovani. La prima è al governo, ha una pensione, al termine dell'attività lavorativa ha avuto un tfr, ha goduto di un'Italia quasi scomparsa con fiumi puliti, spiagge libere, bassa criminalità. I vecchi hanno un futuro dietro le spalle, hanno avuto la speranza di emergere nella loro professione e molti ci sono riusciti, hanno avuto la sicurezza di un lavoro a tempo indeterminato. I vecchi hanno potuto scegliere tra grandi aziende come l'Italtel, la Telecom, l'Olivetti. Hanno comprato un appartamento, i più fortunati anche una casa di villeggiatura.
I vecchi hanno fatto studiare i figli per nulla, li hanno precarizzati, tolto loro l'ambiente, il diritto all'acqua pubblica. Li hanno indebitati con 30.000 euro a testa (lo stipendio di 3/4 anni di un interinale). I vecchi se la sono goduta, ognuno a modo suo, fottendosene delle generazioni successive. Lo hanno fatto e possono continuare a farlo perché sono loro a detenere il potere. L'Italia ha il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio più anziani del mondo occidentale.
L'Italia ha anche 17 milioni di pensionati. Molti hanno pagato solo in parte la pensione che ricevono. Milioni sono a casa dall'età di 50/55 anni senza parlare delle baby pensioni con 15/20 anni di contributi o le pensioni scandalose dei parlamentari dopo solo due anni e mezzo di legislatura o le doppie e triple pensioni, le pensioni superiori ai 10.000 euro al mese, le pensioni cumulate con uno o più stipendi. In questa situazione di privilegi e di profonda ingiustizia sociale, si è deciso che i giovani andranno
in pensione a 70 anni, in pratica mai. Questo non è accettabile.
Se si deve procedere a una riforma delle pensioni, ognuno deve fare la sua parte oppure nessuno. Perché un ragazzo deve con il suo lavoro mantenere lo Stato sociale di cui beneficiano le vecchie generazioni? Un giovane di vent'anni che inizi a lavorare nel 2010 andrà in pensione nel 2060. Da qui all'eternità. Chi fa un lavoro usurante a 70 anni è buono per l'ospizio. Perché un ragazzo dovrebbe pagare i contributi per esempio per
Felice Crosta, ex presidente dell'Agenzia dei Rifiuti in Sicilia in pensione con 1.369 euro al giorno? O tutti o nessuno.
In pensione si può andare a 60 anni, l'innalzamento dell'età pensionabile è dovuto all'enorme spreco di soldi pubblici per le pensioni ATTUALI, non per quelle future che vengono dilazionate nel tempo, sempre leggermente più in là, come è avvenuto con l'accorpamento delle finestre pensionabili. Discutiamo delle pensioni ATTUALI, poi con calma di quelle future. Mettiamo un tetto massimo pensionistico a ogni italiano, ad esempio 2.500 euro, vietiamo il cumulo di pensioni, aboliamo con effetto retroattivo le pensioni "super baby" dei parlamentari e, soprattutto, diamo a ogni pensionato una pensione commisurata a quello che ha realmente versato perché la differenza di qualche miliardo di euro è a carico dei giovani che la pensione non la vedranno mai, il tfr neppure e forse, neanche il lavoro. I sacrifici non hanno età, l'anagrafe non è un privilegio.