29/06/2010
COSIMO
La penalizzazione dell’uso di sostanze psicotrope è il punto di arrivo di un percorso dialettico, politico, etico, morale e religioso che ha visto la società italiana coinvolta, al pari degli paesi europei, dalla fine degli anni ’60 ai giorni nostri. Non che l’uso delle droghe fosse iniziato in quegli anni. I morfinomani e i cocainomani all’indomani delle conquiste coloniali o della prima guerra mondiale imperversavano nella società della Belle Epoque. Il consumo di droga negli ambienti Bohemienne ancora oggi viene considerato una caratteristica distintiva per la produzione artistica di quell’epoca. Tuttavia, il consumo di massa, lo ha fatto divenire un fenomeno di rilevanza sociale, con importanti ricadute nella gestione dell‘ordine pubblico e implicazioni di ordine morale.
I tentativi di risposta al problema da parte degli Stati nazionali, si sono differenziati in funzione delle differenti culture, la società olandese si è mostrata fin dal principio molto più liberale ed aperta di altre nel panorama europea; mentre la doppia morale cattolica, ha optato in Italia per una strada ambigua dove alla proibizione formale si sostituiva volentieri una comprensiva accettazione di comodo. Pressappoco come la verginità quale prerequisito per poter sposarsi in bianco al cospetto di Dio.
L’approdo odierno all’attuale società globalizzata, ha visto una progressiva trasformazione di atteggiamento sul problema da parte dei Poteri politici di tutte le società occidentali. Sulla scia dell’atteggiamento statunitense, poco per volta, gli altri paesi si sono adeguati con una legislazione fortemente repressiva e punitiva nei confronti dei consumatori. La caccia a chi attinge alle droghe sotto ogni punto di vista è l’atteggiamento attuale. Accanto a questo atteggiamento sempre più repressivo da parte dei sistemi di potere che presiedono agli asfittici surrogati di stato nazionale ricompresi nell’ambito del Supersistema Globalizzato Mondiale, troviamo: l’abuso di alcool durante la guida, la guida in eccesso di velocità, la riregolamentazione e la precarizzazione del lavoro, la distruzione della sanità e della scuola pubblica, il monomorfismo e la conformizzazione dell’”informazione” ufficiale.
Per contro, osserviamo, la facilitazione del gioco d’azzardo, della diffusione delle sostanze psicotrope autorizzate e dei farmaci e vaccini più in generale, di cui se ne incoraggia l’utilizzo anche nei confronti di minori, l’incoraggiamento alla diffusione di lotterie e giochi a premi telefonici, l’occhio benevolo e distratto di fronte alle continue truffe poste in essere ai danni del consumatore.
Se questi aspetti possono apparire come situazioni distinte, si può obiettare che la proibizione in una società è un atteggiamento discutibile ma etico, che, per essere coerente, dovrebbe coinvolgere qualunque aspetto di una società che opti per questa strada. Inoltre la cronaca, forse per riempire i vuoti che è costretta a lasciare, spesso ci parla del consumo di droga da parte di coloro che hanno prodotto una simile legiferazione. Questo aspetto dimostra in maniera inoppugnabile la sostanza del problema. L’ammettere che la droga è diffusa anche fra deputati, primi ministri, presidenti di aule parlamentari e di Corti d'Appello, appalesa il fatto che, in primis il falimento dell'atteggiamento etico e culturale del Sistema di fronte al problema è all'evidenza dei fatti, e secondariamente, con la (di solito blanda e comrpensiva) risposta che ne segue, la volontà di differenziazione fra la massa governata e gli eletti governanti (o i loro pari); come un’auto ministeriale sorprese a viaggiare a 200 all’ora sulle autostrade d’Italia.
Il sistema globale, al pari di ogni altro impero e sistema di Potere è intrinsecamente ingiusto e ineguale; gli eletti possono drogarsi, raccontarci la loro esperienza e dire che “la droga fa male”. Talvolta, qualcuno viene pure colto in flagrante, giusto per far vedere che la giustizia è implacabile. Ma questi episodi ci lasciano il dubbio che si sia sfiorata la punta dell’iceberg. Il messaggio che passa è pur sempre che c’è chi può e chi non può e, come diceva il marchese del grillo,: “Perché io so io ! E voi….nun siete un cazzo !!”
15:58
Scritto da: pedrop11
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| Tag: droga, proibizionismo, autorità, divieto, supremazia, democrazia, globalizzazione | OKNOtizie |
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